Conoscete la “Patafisica“? Io no, almeno fino a poco tempo fa. Se le mie lacune si sono colmate, lo devo senz’altro alla mostra tenutasi a Palazzo Reale (Milano) su Enrico Baj, in occasione del centenario dalla sua nascita.
La mostra “Baj chez Baj” porta al pubblico opere iconiche, grazie ai suoi personaggi entrati di diritto nell’immaginario comune: gli Ultracorpi, le Dame e i Generali, i mostri dell’Apocalisse (per citarne alcuni).
“Patafisica”, dicevamo. La definizione vuole incasellarla come una pseudoscienza, una “scienza delle soluzioni immaginarie” indicando ciò che è vicino a ciò che è dopo la fisica (metafisica). Ad essere sincera, è un concetto che trovo piuttosto complesso e che probabilmente neanche riesco a cogliere appieno.
Ciò che però posso dire senza dubbio, è che i lavori di Baj sono una inesauribile fonte di ispirazione: la combinazione di arte pittorica all’utilizzo di materiali di scarto e di recupero crea profondità spaziale. Quelle figure irriverenti emergono dalle tavole, riducono la distanza con l’osservatore e riescono a catturarlo. A magnetizzarlo, e a portarlo nel loro mondo. Nel mondo di Enrico Baj. Un universo surreale che ha saputo far emergere l’ironia e l’arte del grottesco.
A Enrico Baj riconosco il merito di parlare a tutti, anche a chi (come me) si presenta di fronte ai suoi lavori completamente “a digiuno”. Baj parla di libertà, di espressività, di ironia come strumenti necessari per combattere la realtà dura e amara nella quale siamo immersi.
L’esposizione è stata ospitata nella stupenda Sala delle Cariatidi, ubicata al primo piano di Palazzo Reale. La scala che vi conduce è molto comoda, con gradini bassi e larghi. E’ accessibile anche attraverso un comodo ascensore.
La mostra è stata ospitata dall’8 ottobre 2024 al 9 febbraio 2025.




